Alimentazione pre-esame: cosa evitare (e cosa preferire) per arrivare al meglio

lunedì, Mag 11

Alimentazione sana per il periodo degli esami

Quando si avvicina il periodo degli esami, uno degli aspetti meno calcolati è quello dell'alimentazione. Ma questo può avere delle ripercossioni concrete su concentrazione, sulla memoria e perfino sulla gestione dell'ansia: quello che si mette nel piatto. Non parliamo di diete miracolose o di "cibi del cervello" che trasformano uno studente medio in un genio della matematica — quelli non esistono. Parliamo di buon senso applicato a tavola, perché un pasto sbagliato la sera prima o una colazione fatta male possono davvero compromettere una prova per cui si è studiato per mesi.

In questo articolo vediamo cosa evitare e cosa preferire nei diversi momenti che precedono e accompagnano gli esami, dalla settimana prima fino agli spuntini durante le prove. Le indicazioni valgono tanto per il ragazzo di terza media alle prese con il primo grande appuntamento scolastico, quanto per il maturando che affronta l'esame di Stato. E si rivolgono sia agli studenti, sia ai genitori che in questi giorni hanno spesso un ruolo da regista silenzioso, decidendo cosa comprare, cosa cucinare e cosa lasciare in dispensa.

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La settimana prima: costruire una base solida

L'errore più comune nella settimana che precede gli esami è cambiare radicalmente abitudini alimentari. Capita di vedere studenti che decidono di "mangiare meglio" e si lanciano in diete depurative, regimi dimagranti o esperimenti vegani improvvisati. Ed è capitato anche il contrario, ovvero genitori che, presi dall'ansia di "tenere su" il figlio, lo riempiono di porzioni doppie e cibi ipercalorici. Entrambi gli approcci sono controproducenti: il corpo ha bisogno di stabilità, non di stress aggiuntivi.

Il secondo errore tipico delle sessioni di studio intenso è il ricorso costante al cibo spazzatura. Le ore passate sui libri portano fame nervosa, e la tentazione di patatine, merendine, snack confezionati e bibite zuccherate è forte perché sono comodi e immediati. Il problema è che gli zuccheri raffinati provocano picchi glicemici seguiti da cali altrettanto bruschi: si studia con un'energia finta che dopo un'ora si trasforma in stanchezza, sonnolenza e difficoltà di concentrazione. Stesso discorso per chi vive di caffè e basta, saltando i pasti veri perché "non ha tempo".

Cosa preferire invece? La parola chiave è regolarità. Tre pasti principali più uno o due spuntini distribuiti nell'arco della giornata: questa cadenza mantiene la glicemia stabile ed evita quei buchi di energia che durante lo studio si traducono in cali di attenzione e fame nervosa. La colazione in particolare non andrebbe mai saltata, neanche da chi ha l'abitudine di studiare fino a tarda notte e svegliarsi alle undici: meglio fare una colazione tardiva che nessuna colazione.

Sul fronte dei carboidrati, conviene puntare su quelli integrali e complessi — pasta, pane, riso e cereali in versione integrale, ma anche legumi e patate — che rilasciano zuccheri nel sangue in modo graduale e prolungato, garantendo energia costante per ore di studio invece dei picchi e crolli tipici degli zuccheri raffinati. Le proteine magre (pesce azzurro, pollo, tacchino, legumi, uova, latticini freschi) sono importanti soprattutto a pranzo e cena: aiutano a sentirsi sazi più a lungo e contengono amminoacidi coinvolti nella produzione di neurotrasmettitori legati all'attenzione e al tono dell'umore. Frutta e verdura di stagione, infine, oltre a vitamine e minerali apportano fibre che contribuiscono a stabilizzare l'assorbimento degli zuccheri.

Un capitolo a parte merita l'idratazione, perché è la cosa più sottovalutata in assoluto. Durante lo studio si tende a bere pochissimo: si è seduti, non si suda, non si percepisce la sete. Eppure il cervello è composto per circa il 75% di acqua, e anche una disidratazione lieve (intorno al 2% del peso corporeo) è sufficiente a peggiorare la memoria a breve termine, la velocità di elaborazione e la capacità di concentrazione. La regola pratica è tenere sempre una bottiglia o una borraccia sulla scrivania e bere a piccoli sorsi durante tutta la giornata, senza aspettare di avere sete — quando arriva la sete, si è già in deficit. Per un adolescente in periodo di esami, un litro e mezzo o due al giorno è un buon riferimento, da aumentare se fa caldo. Tisane e tè leggero contano, mentre bibite zuccherate e succhi di frutta confezionati no: idratano poco e portano zuccheri di troppo.


✓ Sì

pasti regolari, carboidrati integrali, proteine magre, frutta e verdura, almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno

✗ No

diete drastiche o stravolgimenti improvvisi, abbuffate di junk food durante lo studio, saltare i pasti, vivere di caffè
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La sera prima: il pasto più delicato

La cena della vigilia dell’esame è probabilmente il pasto più importante di tutto il percorso, ed è anche quello in cui si commettono più errori. Il primo è la regola d'oro che vale sempre: mai sperimentare il giorno prima di un esame. Non è la sera per provare il sushi per la prima volta, per andare al ristorante etnico appena aperto, per assaggiare il piatto strano che ha preparato la zia. Un'intolleranza imprevista, una digestione difficile o nel peggiore dei casi un'intossicazione alimentare possono trasformare la mattina dell'esame in un disastro. Si va sul sicuro, sempre.

Il secondo errore frequente è la cena troppo abbondante o troppo elaborata. Capita soprattutto in famiglia: il genitore preoccupato vuole fare le cose in grande e prepara la lasagna, la cotoletta, il dolce, "perché domani devi avere energie". In realtà un pasto pesante costringe l'organismo a una digestione lunga e impegnativa, che disturba il sonno e lascia la mattina dopo con la sensazione di non aver riposato davvero. Lo stesso vale per i fritti, gli intingoli, i piatti molto conditi o molto piccanti.

Per i maturandi vale anche un altro avvertimento: niente alcol. Anche un solo bicchiere di vino o una birra "per rilassarsi" peggiorano la qualità del sonno, riducono la lucidità del giorno dopo e disidratano. Non vale la pena.

L'orario della cena dovrebbe essere ragionevolmente presto, idealmente almeno tre ore prima di andare a dormire, in modo da arrivare a letto con la digestione già avviata.

La cena ideale è semplice e familiare: un piatto di pasta o riso con un sugo leggero (pomodoro, verdure), una proteina facile da digerire come pesce al forno, pollo o un uovo, una porzione di verdure cotte, pane in quantità moderata, frutta o uno yogurt come dessert. Niente di speciale, niente di nuovo: il comfort food di sempre, in porzioni normali.

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✓ Sì

cena leggera ed equilibrata con piatti familiari, pasta o riso con sughi semplici, proteine magre, verdure, cena entro un orario ragionevole

✗ No

cibi mai provati prima, fritti e piatti molto elaborati, porzioni esagerate, alcol, cene tardive

La mattina dell'esame: la colazione che fa la differenza

Saltare la colazione il giorno dell'esame è uno degli errori più gravi e, purtroppo, più comuni. Capita per ansia (lo stomaco chiuso che rifiuta tutto), per fretta (la sveglia è suonata troppo tardi), o per la falsa convinzione che mangiare appesantisca. Il risultato è arrivare in aula a stomaco vuoto, con la glicemia bassa, le mani che tremano e una stanchezza che si fa sentire proprio nei minuti più importanti. Anche se l'appetito non c'è, è fondamentale mangiare qualcosa.

Altro errore classico: la doppia o tripla dose di caffè per "darsi la carica". La caffeina in eccesso, soprattutto a stomaco vuoto, provoca tachicardia, nervosismo e quel tremore alle mani che è l'ultima cosa che si vuole quando si deve scrivere un tema o disegnare un grafico. Un caffè normale va benissimo, soprattutto se si è abituati a berlo; tre caffè di seguito sono una pessima idea. Stesso discorso per gli energy drink: la combinazione di caffeina, taurina e zuccheri produce un'eccitazione iniziale seguita da un crollo proprio nel pieno della prova.

E infine, le merendine super zuccherate o le brioche industriali "per fare in fretta": stesso meccanismo del picco glicemico già descritto, con il vantaggio che il crollo arriva esattamente mentre si sta affrontando il primo quesito difficile.

La colazione giusta è, ancora una volta, quella di sempre. Non è il giorno per inventare. Se di solito si mangia latte e cereali integrali, va benissimo. Se si è abituati a fette biscottate con marmellata e yogurt, perfetto. Pane integrale con un po' di marmellata o miele, una spremuta o un frutto fresco, uno yogurt o del latte: l'obiettivo è un mix di carboidrati complessi e una piccola quota proteica, che rilasci energia in modo costante per tutta la durata della prova. E un bicchiere d'acqua, sempre.


✓ Sì

colazione simile a quella abituale, carboidrati complessi (pane integrale, fette biscottate, cereali), una proteina (latte, yogurt), frutta fresca, un caffè se si è abituati, acqua 

✗ No

saltare la colazione, caffè in dose multipla, energy drink, merendine ultra-zuccherate, sperimentare cibi nuovi
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Durante l'esame e tra una prova e l'altra

Per gli studenti di terza media, che hanno le prove scritte e l'orale concentrati in pochi giorni, e per i maturandi tra il primo e il secondo scritto, anche gli spuntini intermedi contano più di quanto si creda. Sono il modo più semplice per mantenere l'energia stabile nelle ore di attesa, di ripasso o tra una prova e quella successiva, ed è proprio qui che si nascondono molte delle trappole più comuni: barrette super zuccherate spacciate per "energetiche", patatine in busta, bibite gassate, caramelle. Tutta roba che dà una falsa sensazione di carica per quindici minuti e poi lascia stanchi, svogliati e con la testa annebbiata proprio quando servirebbe lucidità.

Gli spuntini intelligenti, al contrario, sono semplici e già presenti in qualunque cucina: una manciata di frutta secca come mandorle, noci e nocciole, ricca di grassi buoni e di magnesio; un frutto fresco di stagione, che idrata e apporta zuccheri naturali a rilascio graduato; un quadratino di cioccolato fondente vero (almeno al 70%, non i surrogati al latte ultra-zuccherati), che dà soddisfazione senza far crollare la glicemia; un piccolo panino integrale con un companatico leggero. Su questo tema avevamo già pubblicato un approfondimento dedicato - 10 snack energetici sani per studenti - che vale la pena rileggere proprio in questi giorni, perché contiene idee pratiche e veloci da preparare anche per chi non ha voglia o tempo di mettersi ai fornelli.

L'acqua, ancora una volta, va tenuta sempre a portata di mano, anche durante la prova se il regolamento lo permette: il cervello disidratato è il nemico numero uno della concentrazione, soprattutto quando l'aula è calda, l'ansia fa sudare più del solito e le ore passano una dopo l'altra senza accorgersene.

Se tra una prova e l'altra c'è il pranzo, vale esattamente la stessa regola della cena della vigilia: leggero, semplice, niente sperimentazioni. Un piatto di pasta al pomodoro, un'insalata di riso con tonno e verdure, un panino fatto in casa con prosciutto crudo e pomodoro. Non è il momento del cheeseburger doppio con patatine, anche se la tentazione di "festeggiare" la prova appena finita è comprensibile: la festa vera si fa dopo l'orale.


✓ Sì

frutta secca, frutta fresca, cioccolato fondente in piccole quantità, panini semplici, tanta acqua

✗ No

barrette ultra-zuccherate, patatine, bibite gassate, pranzi pesanti tra una prova e l'altra
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In conclusione

Non serve diventare nutrizionisti per affrontare bene un esame, e non serve nemmeno trasformare la cucina di casa in un laboratorio di alimentazione sportiva. Bastano poche attenzioni di buonsenso: mantenere abitudini regolari, evitare gli stravolgimenti dell'ultimo minuto, scegliere pasti semplici e familiari nei momenti chiave, idratarsi bene e diffidare delle scorciatoie zuccherate o caffeinate che promettono energia immediata. L'alimentazione, in periodo di esami, deve essere un alleato silenzioso che lavora in sottofondo, non l'ennesima fonte di ansia o l'ennesima cosa da gestire.

Lo studio è stato fatto, le notti sono state spese, le ripetizioni sono state incassate. Quello che si può fare a tavola è, semplicemente, non sabotare tutto il resto. E questo, alla fine, è già moltissimo.


Questo articolo ha un taglio divulgativo e fornisce indicazioni di carattere generale. Studenti con esigenze nutrizionali particolari, intolleranze, allergie o condizioni di salute specifiche dovrebbero fare riferimento al proprio medico o a un nutrizionista qualificato.

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